In questi giorni mi sono trovato spesso a girovagare nella mia zona alla ricerca di ispirazione.
Sul piano emotivo, questo per me, è un momento complicato e difficile.
Ho sete e fame di natura, ma intorno a me non ne trovo più, non trovo più, se non in casi isolati e sporadici, quella natura che sa stupirmi.
Sfogliando l’album delle mie passeggiate, noto che, nel giro di 4 anni, per non andare più indietro nel tempo, lo spazio concesso alla natura si è ridotto sempre più.
Palazzi, intorno a me, crescono come funghi, togliendo spazio alle nostre aree verdi rurali.
Il sentiero 501 del parco regionale dei castelli romani, che con qualche km in più riesco a raggiungere da casa mia, è ormai quasi tutto soleggiato: abbattimento autorizzato di alberi per ricavarne legna da ardere lo ha reso come un uccellino spennacchiato.
Questo sentiero, per chi non lo sapesse, da Frascati permette di raggiungere Monte Tuscolo.
Anche da quest’ultimo sì può notare il cambiamento di questi pochi anni presi in esame: il versante Nord del monte resiste ancora con boschi di castagno e querce secolari, ma nella restante parte la desolazione è la regina.
Solo chi ha vissuto il cambiamento se ne può accorgere: gli ormai consueti incendi annuali sul versante Sud hanno mutato la vegetazione originaria rendendola sempre più bassa e adatta al pascolo di pecore e vacche.
Dalla cima di M. Tuscolo poi si può vedere gran parte dei pendii dei monti e colli vicini, che sembrano aver subito un non so quale diabolico trattamento estetico.
Proseguendo verso Est anche lì, stessa situazione, anche se, nel tragitto prima di arrivare alle porte di Rocca Priora, rimangono in piedi due ultimi baluardi di fiera vegetazione: boschetti di querce.
In questo contesto ho paura di spingermi oltre per vedere come è diventato il paesaggio sulle ultime montagne che si affacciano sulla pianura pontina.
Questo che vi ho presentato è solo un esempio.
Ho cercato altrove quello che la mia terra in queste condizioni non poteva più darmi, ho trovato altro di grandioso e meraviglioso, ma è qui che sono nato e solo ora mi accorgo di non riuscire più a riconoscere il paesaggio della mia infanzia.
Il pensiero si ritira là, in quelle strade che non percorro da 30 anni, e mi aspetto di trovarci la campagna: invece ora solo residence e villette.
Ripartirò da qui!